domenica 21 agosto 2016

IMMIGRAZIONE: ANALISI, ERRORI E PROSPETTIVE. LUNEDì 12 SETTEMBRE A CASAGGì...


Lunedì 12 settembre parliamo di immigrazione con Achille Totaro (deputato di Fratelli d'Italia), Francesco Torselli (consigliere comunale) e Marco Scatarzi (portavoce di Casaggì). Iniziamo alle ore 20 con la cena sociale e proseguiamo dalle ore 21 con la conferenza. 

Gli errori del governo Renzi, gli sbarchi sulle nostre coste, il business dell'accoglienza, l'arrivo continuo di "profughi" che vengono sistemati a nostre spese, lo Ius Soli e la cittadinanza rapida, i rischi connessi al terrorismo islamico, l'invasione dell'Europa e i drammi della società multietnica. Analisi e soluzioni per il futuro della nostra gente, della nostra Nazione e della nostra civiltà. 

Lunedì 12 settembre a Casaggì, in via Frusa 37 (stadio).

3 SETTEMBRE: SI RIPARTE CON UNA SERATA SULLA GUERRA D'ALGERIA. CENA, CINEMA E DISCUSSIONE, A CASAGGì!


Sabato 3 settembre ripartiamo con una serata di cultura, cinema e Comunità. Parleremo della "guerra d'Algeria", con Maurizio Rossi. Partiremo alle 19,30 con un aperitivo, proseguiremo alle 21 con l'intervento storico-culturale e concluderemo dalle 21,30 con la visione de "La battaglia di Algeri". Colonialismo o ultima trincea d'Europa? 

Nel mese di settembre avremo anche: 

- Lunedì 12 settembre, cena sociale e conferenza sull'immigrazione. Parleremo di quello che il governo Renzi non ha fatto e delle nefaste conseguenze che l'invasione in atto avrà sull'economia e sulla società della nostra Nazione. Interverranno l'on. Achille Totaro, deputato di Fratelli d'Italia, Francesco Torselli e Marco Scatarzi.

- Sabato 24 settembre appuntamento di livello europeo con i vertici di Generation Identitaire, principale movimento militante della Francia. Parleremo delle battaglie portate avanti oltralpe dai giovani che condividono la nostra visione del mondo, del fenomeno migratorio, dell'Europa e del rapporto con il mondo islamico. Una giornata che comprenderà una conferenza, una cena e un concerto.

Altri appuntamenti sono già fissati per ottobre. Tra queste una grande iniziativa su Julius Evola in collaborazione con la Comunità militante di Raido e alcune personalità che interverranno sul tema.

IMMIGRATI E "PROFUGHI" A PERETOLA: INTERVENTO DI FRANCESCO TORSELLI...


L'INTERVENTO DEL NOSTRO CONSIGLIERE COMUNALE IN MERITO ALLO STABILE CHE DOVRÀ OSPITARE GLI IMMIGRATI...

Peretola, Torselli (FdI): “Chi ha verificato che lo stabile di via De Bosis abbia i requisiti urbanistici per diventare un centro di accoglienza per immigrati?”

“Se il comune dice di non essere al corrente dell’insediamento dei richiedenti asilo a Peretola, chi ha dato il permesso per trasformare degli uffici in un dormitorio?”

“Vogliamo conoscere nomi e cognomi di chi ha concesso le autorizzazioni urbanistiche necessarie a trasformare una serie di uffici in un dormitorio per extracomunitari ed immigrati. L’amministrazione comunale, interpellata da alcuni cittadini della zona, ha detto di non essere neppure a conoscenza di ciò che stava avvenendo in via De Bosis, a Peretola, quindi chi ha concesso il cambio di destinazione d’uso per l’immobile?”. Questo è quanto chiede il capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Vecchio, Francesco Torselli, che ieri sera ha incontrato alcuni cittadini di via De Bosis, proprio di fronte all’immobile che nei prossimi giorni diventerà l’ennesimo centro di accoglienza per richiedenti asilo della nostra città e della nostra regione.

“La giunta fiorentina - attacca Torselli - dice di essere all’oscuro di tutto, cosa peraltro impossibile, ma guardacaso questo centro di accoglienza, così come accade in alcuni comuni limitrofi, vedi Calenzano, viene realizzato in quattro e quattr’otto ed aperto a ridosso di ferragosto, quando i consigli comunali sono chiusi e molti cittadini sono in vacanza. Chi è sicuro della bontà delle proprie azioni, le fa alla luce del sole, non di nascosto e a ridosso di ferragosto; Nardella ed il PD, agendo in questa maniera e trincerandosi dietro il più assurdo dei ’non sappiamo nulla’, dimostrano quello che ogni giorno è sempre più sotto gli occhi di tutti, ovvero che hanno perso completamente il consenso della gente. Senza considerare che Peretola (così come Brozzi, Quaracchi e Le Piagge) ha già ‘pagato abbastanza dazio’ tra insediamenti abusivi di rom, palazzi occupati, illegalità e microcriminalità diffuse, inceneritore, eccetera… Per meritarsi anche il centro di accoglienza e per giunta a due passi da una scuola!”.

“Non crediamo - conclude il capogruppo di Fratelli d’Italia - neppure a mezza parola della giunta comunale che dice di non essere al corrente di ciò che sta accedendo in via De Bosis, ma se fosse vero che a Palazzo Vecchio non sapevano niente, la situazione sarebbe doppiamente grave! Chi avrebbe concesso il permesso di trasformare degli uffici, con affaccio vetrato sulla pubblica via ed a 50 metri scarsi da una scuola, in un centro di accoglienza per richiedenti asilo? Chi avrebbe dato il permesso per il cambio di destinazione d’uso? A chi sarebbero stati comunicati i lavori idraulici, elettrici e di muratura fatti all’interno dell’edificio? Ma soprattutto: se quegli uffici fossero stati di proprietà di un cittadino qualunque, questi avrebbe ottenuto il permesso dal sindaco Nardella per trasformarli in abitazioni?”.

CASAGGì A FIESOLE CONTRO IL BUSINESS DELL'ACCOGLIENZA: STOP IMMIGRAZIONE, PRIMA GLI ITALIANI!



CASAGGÌ e FRATELLI D'ITALIA: IN ARRIVO ALTRI 40 IMMIGRATI A FIESOLE CON 48000 EURO AL MESE TOLTI AI CITTADINI. FERMARE IL BUSINESS DELL'ACCOGLIENZA E RISTABILIRE LE PRIORITÀ.

Come ci segnala Alessandro Monnetti, portavoce di Fratelli d'Italia per Fiesole, sono in arrivo altri 40 immigrati: saranno ospitati a spese della collettività presso il convento di Borgunto e l'operazione avrà un costo di 48000 euro, circa 1200 per immigrato.

Quello dell'accoglienza dei profughi, che vengono impiantati nel mese di agosto per rendere più difficili eventuali proteste, è un business milionario che coinvolge cooperative e associazioni di vario orientamento, con l'avallo di un governo che sta permettendo l'invasione coatta dei nostri territori a spese dei contribuenti, senza preoccuparsi delle nefaste conseguenze che un modello multietnico creato dall'oggi al domani potrebbe avere sulla nostra società.
In un periodo di pesante crisi economica, dove le famiglie italiane stentano ad arrivare alla fine del mese, il disegno è chiaro: lucrare sull'accoglienza dei "profughi", molti dei quali non sono mai stati tali, per poi sfruttarli come manodopera a basso costo più avanti, in barba a quei cittadini che prima devono mantenerli e poi devono subire l'immissione di nuovi schiavi sul mercato del lavoro.


Alla retorica dell'accoglienza a tutti i costi e per tutti andrebbe contrapposta una rigida selezione degli ingressi, ridefinendo le priorità che ogni Nazione sana dovrebbe avere: quelle della tutela del proprio popolo e della propria identità.

I NOSTRI MILITANTI IN VACANZA, NEL SOLCO DELL'APPARTENENZA...










AFFISSIONI E MILITANZA NEL TORRIDO AGOSTO FIORENTINO...



CASAGGì A TRESPIANO PER I CADUTI DELLA RSI, COME OGNI 11 AGOSTO...





Quattro generazioni si sono ritrovate questa mattina per ricordare, come ogni anno, i giovani che morirono combattendo nella difesa di Firenze o fucilati sommariamente sulle gradinate di Santa Maria Novella.

venerdì 22 luglio 2016

CASAGGì L'11 AGOSTO A TRESPIANO PER I ONORARE I CADUTI DELLA RSI...


Giovedì 11 agosto, come da tradizione, porteremo un fiore sulla tomba dei ragazzi che combatterono nella Repubblica Sociale Italiana. Una commemorazione silenziosa, senza simboli politici e accompagnata dalle parole di chi ha vissuto quell'esperienza e di chi ha saputo farne tesoro nei decenni successivi. Un doveroso omaggio a chi seppe tenere fede alla parola data e difese fino all'ultimo respiro l'onore della Patria. 

GIOVEDì 11 AGOSTO 2016
CIMITERO DI TRESPIANO, ORE 11

DIFENDERE I CONFINI PER SALVARE LE DIFFERENZE...


CASAGGì SU EI WEIWEI: ENNESIMO SPOT BUONISTA PER LA SOCIETA' MULTIETNICA. IL "DRAMMA DELL'IMMIGRAZIONE" E' NELLE NOSTRE PERIFERIE...


CASAGGì FIRENZE: I GOMMONI DI AI WEIWEI SONO UNO SPOT BUONISTA COMMISSIONATO DAI POTERI FORTI PER VENDERE IL SOGNO DELLA SOCIETA’ MULTIETNICA. IL DRAMMA DELL’IMMIGRAZIONE LO DESCRIVONO MEGLIO LE NOSTRE PERIFERIE.

Dal 23 settembre al 22 gennaio Palazzo Strozzi ospiterà una rassegna dedicata ad Ai Weiwei, artista contemporaneo di fama, che sulla facciata dell’edificio ancorerà 22 gommoni arancioni che dovrebbero simboleggiare il dramma dell’immigrazione.

Si tratta dell’ennesimo spot a favore di una società multietnica che, purtroppo, non rappresenta una soluzione per nessuno. Senza nulla togliere al lavoro della Marina Militare, quotidianamente impegnata per salvare vite umane, crediamo che il “dramma dell’immigrazione” non si esaurisca con la traversata del Mediterraneo. E’ il dramma di un’Europa che sta subendo un’invasione programmata da poteri economici che necessitano di nuovi schiavi da sfruttare. E’ il dramma di una civiltà che sarà costretta a fare i conti con la propria sopravvivenza, fisica ed identitaria, nel giro di pochi anni.

Il “dramma dell’immigrazione” non è simboleggiato soltanto dai gommoni, ma anche dagli stipendi in nero che vengono elargiti in cambio di manodopera a basso costo, dalle nostre periferie infestate dalla delinquenza e dal degrado, dai conti milionari delle cooperative che lucrano sull’accoglienza, dallo sradicamento che colpisce chi è ospitato e chi ospita, dall’assenza di prospettive di una classe politica che sta facendo dell’Italia una terra di conquista, dalla crisi sociale ed economica che deriverà dall’immissione coatta di centinaia di migliaia di persone provenienti dall’altra sponda del Mediterraneo.

Avere il coraggio di dire tutto questo, a differenza di quanto lascia intendere il sindaco Nardella, non è razzismo. Noi siamo portatori di identità e, come tali, rispettiamo tutte le identità: crediamo in un mondo di differenze e di specificità, di etnie e di tradizioni, ma nel rispetto dei contesti d’origine, delle regole e dei confini. Crediamo nel concetto di limite, sia esso etico o fisico: le frontiere - per noi - non sono mura da abbattere, ma linee che determinano una forma, quella che ogni Civiltà dovrebbe aver cura di preservare.

PATRIA, IDENTITA' E TRADIZIONE!



CASAGGì ERA A PALERMO PER LA FIACCOLATA IN RICORDO DI PAOLO BORSELLINO...



Alcune immagini dalla grande fiaccolata di Palermo in ricordo di Paolo Borsellino. Migliaia di persone in corteo, contro ogni mafia. Esempi e non parole. Casaggì era presente, con orgoglio.

SONO ISLAMICI, MA COMBATTONO IL TERRORISMO...


ALL'INDOMANI DELLA STRAGE DI NIZZA: CON LA FRANCIA CHE COMBATTE, CON L'EUROPA CHE STA IN PIEDI!



ASSEMBLEA CITTADINA A CASAGGì: UNA BELLA SERATA DI PARTECIPAZIONE, CONFRONTO E PROPOSTA...


Bella serata, quella del 13 luglio, con l'assemblea cittadina che ha visto la partecipazione di comitati cittadini e persone attive nel sociale. Con Francesco Torselli e Casaggì si sta creando un fronte operativo per Firenze fatto di tante persone che vogliono cambiare colore a questa meravigliosa città, liberandola da governanti senza spina dorsale e potentati di varia natura.

CASAGGì VOLANTINA IN ZONA LEOPOLDA CONTRO IL DEGRADO...


Alcuni nostri militanti erano nella zona della stazione Leopolda. Un mese fa eseguimmo un blitz per chiedere all'amministrazione comunale di non lasciare in stato di abbandono l'area retrostante la Stazione, dove regnano il più totale degrado e dove ogni giorno viene impunemente spacciata droga. 

Siamo al fianco dei residenti, ormai stremati da una situazione che non sembra trovare soluzione. Nel frattempo, è bene ricordarlo, è stata comprata dal Comune per 12,5 milioni la stazione Leopolda, simbolo e feticcio del potere renziano. Un acquisto inutile, che non risolve i problemi presenti pochi metri più in là. 

Torniamo a ribadire la necessità di una immediata messa in sicurezza della zona, con conseguente ridestinazione degli stabili a scopo sociale. Per Firenze e per la nostra gente.

CASAGGì CON I VENDITORI AMBULANTI, CONTRO LA BOLKESTEIN...


Anche Casaggì era al Piazzale Michelangelo per la grande manifestazione dei venditori ambulanti contro la Bolkestein, ennesima direttiva voluta dall'Unione Europea che rischia di mettere in ginocchio i nostri mercati e i nostri lavoratori. Centinaia e centinaia i partecipanti, per un evento trasversale e partecipatissimo al quale ha preso parte anche una nostra delegazione, accompagnata dal nostro consigliere comunale Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d'Italia a Palazzo Vecchio.


venerdì 1 luglio 2016

CASAGGì RIMETTE IL TRICOLORE NEL GHETTO CINESE: LA SOLA BANDIERA CHE SVENTOLA A CASA NOSTRA!


Fratelli d’Italia e Casaggì: “In Italia non c’è posto per le ‘Banlieue’. Chi è nostalgico della vita nella Cina comunista, può prendere il primo aereo e tornarsene a casa”

Torselli e Scatarzi: “Abbiamo riportato sulle strade degli scontri di ieri l’unica bandiera nazionale che può sventolare per le nostre strade: quella tricolore”

“A Firenze, a Sesto Fiorentino, ma possiamo dire serenamente in tutta Italia, non c’è posto né per delle ‘Banlieue’ sul modello parigino, né tantomeno per zone in cui si possono impunemente issare bandiere nazionali straniere (peggio ancora se di stati discutibili come la Repubblica Popolare Cinese) in senso di sfida, come a dire: ‘cari italiani, qui non siete a casa vostra’. Ecco perché, oggi pomeriggio, abbiamo deciso di andare nelle strade teatro degli scontri di ieri tra alcuni immigrati cinesi e le forze dell’ordine ed affiggere, laddove erano state affisse le bandiere cinesi, l’unica bandiera nazionale che può e deve sventolare nelle nostre strade: il tricolore italiano”. Questo è quanto dichiarano il portavoce regionale di Fratelli d’Italia e consigliere comunale di Firenze, Francesco Torselli ed il responsabile di Casaggì, Marco Scatarzi.

“Abbiamo voluto compiere questo blitz simbolico nell’area dell’Osmannoro, la zona industriale tra Firenze e Prato dove si trovano centinaia di capannoni gestiti da cinesi e dove questi ultimi si sono scontrati duramente con le forze dell’ordine nella giornata di mercoledì per sottrarsi a dei controlli, - spiegano Torselli e Scatarzi - perchè questa porzione di periferia rappresenta l’emblema di una comunità, quella cinese, che ha sempre rifiutato di integrarsi, vivendo nel disinteresse delle istituzioni secondo le propria regole e contribuendo attivamente al fallimento di molte attività storiche, falciate dalla concorrenza sleale, dall’evasione fiscale e dai ritmi di lavoro degni dello schiavismo. In queste periferie si lavora senza sosta anche alle quattro di notte; si mangia, si dorme e si fanno i propri bisogni accanto alla macchina da cucire sulla quale si fatica per 18 ore filate ed attorno alle quali, tra bidoni di colla e di solvente, giocano bambini di pochissimi anni”.

“Fratelli d’Italia e Casaggì - proseguono i due - denunciano da anni l’esistenza, tra Firenze e Prato, di aree territoriali nelle quali le leggi ed i diritti anche più elementari vengono sistematicamente violati, ma come sempre, i soliti buonisti, hanno finto di non sentire le nostre denunce. E adesso che la bomba è deflagrata, cosa ci diranno i nostri amministratori? Accetteranno supinamente l’illegalità diffusa di queste fabbriche, magari accanendosi contro l’italiano che non batte uno scontrino, oppure pretenderanno di sapere cosa avviene dentro gli stabilimenti cinesi che fino ad oggi sono stati a tutti gli effetti una zona franca? Continueranno a far finta di niente, o pretenderanno il rispetto delle regole anche da parte di questi signori?"

"Gli scontri di ieri l’altro - concludono Torselli e Scatarzi - rappresentano un fatto estremamente grave: sono un segnale da non sottovalutare se non vogliamo che si creino delle ‘Banlieue’ anche a casa nostra. Issare la bandiera della Repubblica Popolare Cinese, che oggi abbiamo sostituito con il nostro tricolore, significa prendere possesso della sovranità territoriale di quelle periferie, che il nostro Stato non deve mai più lasciare a se stesse. E’ un primo assaggio della società multietnica che la sinistra di Renzi e Rossi ci vuole regalare: occorre fare appello alle forze sane del nostro popolo affinchè queste tensioni non finiscano col farci diventare, ancor più di adesso, ospiti a casa nostra. Se poi, qualcuno è nostalgico della vita nella Cina comunista, può sempre prendere il primo volo utile e tornarsene a casa propria”.

CASAGGì SULLA RIVOLTA DEI CINESI A SESTO FIORENTINO...


CASAGGì: LA RIVOLTA CINESE A SESTO FIORENTINO E’ L’EPILOGO DELLA SOCIETA’ MULTIETNICA FONDATA SUI DOGMI DEL MERCATO. PREPARIAMOCI AD AVERE LE NOSTRE BANLIEUE, CON UN GOVERNO BUONISTA CHE CI VUOLE OSPITI IN CASA NOSTRA. 

La rivolta dei cinesi a Sesto Fiorentino, messa in piedi per impedire alle forze dell’ordine di effettuare dei controlli nei capannoni dove si verifica una sistematica violazione di ogni norma sul lavoro, è il triste epilogo della società multietnica. Alla comunità cinese è stato concesso di non rispettare le stesse regole per le quali le aziende italiane chiudono i battenti. Le migliaia di cinesi che vivono tra Firenze e Prato non si sono mai voluti integrare: basta farsi un giro nei loro quartieri per rendersi conto che in nulla differiscono da un sobborgo di Pechino.

La comunità cinese ha contribuito attivamente al fallimento di molte attività storiche, falciate dalla concorrenza sleale, dall’evasione fiscale e dai ritmi di lavoro che avrebbero fatto impallidire gli schiavisti dei secoli scorsi: chi passa dall’Osmannoro o dal Macrolotto può constatare che si lavora senza sosta anche alle quattro di notte e che spesso si mangia, si dorme e si fanno i propri bisogni accanto alla macchina da cucire sulla quale si fatica per 18 ore filate. Un rapido controllo sui materiali utilizzati, sulle misure di sicurezza, sulla situazione contrattuale, sulle dichiarazioni dei redditi e sul rispetto delle norme di base porterebbe, in condizioni normali, all’arresto dei responsabili. Ma per le ditte cinesi non è quasi mai accaduto, neanche quando sono avvenute le stragi. 

E questo perché la società multietnica, che Renzi sostiene, è fondata sul buonismo dell’accoglienza per tutti e sui dogmi del mercato: i cinesi sono l’esercito di schiavi di riserva ai quali le multinazionali e le grandi imprese affidano una porzione del proprio lavoro. Sono la manodopera a basso costo che lavora, silenziosa e sfruttata, nei capannoni puzzolenti delle estreme periferie delle nostre città, quelle che lo Stato ha dimenticato. A questa classe politica, che degli sfruttatori di cui sopra è cameriera, fa comodo che sia così. 

La rivolta di mercoledì notte a Sesto Fiorentino, però, è un segnale che non possiamo sottovalutare. Le bandiere della Repubblica Cinese issate dai manifestanti hanno un significato preciso: rappresentano la fine di una sovranità territoriale che lo Stato Italiano ha delegato a chi, spesso e volentieri, non ha neanche un documento di identità. E’ l’epilogo di una classe politica che ha abbandonato le periferie delle città dopo averne svenduto i centri storici, che non ha gli attributi per tutelare la Nazione, che ci sta relegando ad ospiti in casa nostra. E’ una realtà inaccettabile, che le forze sane del nostro popolo devono rigettare con ogni sforzo possibile.

DIRETTA DI ITALIA-GERMANIA A CASAGGì, CON APERITIVO...